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Proposta educativa

La proposta educativa del servizio è finalizzata alla creazione di un contesto che sostiene il processo di strutturazione dell’identità e quindi la promozione dello sviluppo globale del bambino, valorizzando le sollecitazioni e le esperienze messe in atto dalla famiglia facendo attenzione alla qualità delle relazioni e all’accoglienza.

Idee guida del progetto educativo: rimettere al centro il bambino e la sua autonomia

a) definizione del concetto di bambino:
  1. il bambino attivo, non dipendente, ma predisposto alla relazione, desideroso di comunicare con bambini e adulti.
  2. ricercatore, mosso dalla curiosità e dall’esplorazione, costruttore delle sue conoscenze, ha quindi bisogno di alcune condizioni fondamentali:
  • attenzione ai suoi ritmi di crescita e sviluppo, bisogno di stabilità e sicurezza,
  • punti di riferimento stabili, esperienze ricorrenti e prevedibili.
b) definizione del concetto del ruolo dell’adulto:
  1. l’adulto deve essere accogliente, sostiene e dà sicurezza al bambino, non si sovrappone o sostituisce.
  2. adulto che sa osservare e coglie quando si deve mettere da parte per permettere al bambino di ricercare e vivere il suo spazio, di fare esperienze e costruire la propria autonomia.

L’educatore si pone ed opera nei confronti del bambino e dei suoi genitori come figura di riferimento per garantire:

  • la stabilità, la continuità e l’individualizzazione delle cure del bambino/i
  • accoglienza e cure delle relazioni tra adulti nel nido
  • individuazione e messa in atto di strategie relazionali, contesti ed esperienze in cui le diverse potenzialità del bambino si uniscono per la costruzione dell’identità.
  • la crescita del bambino nel rispetto dei suoi bisogni e della sua individualità.
  • organizzazione di un contesto (fisico e relazionale) fonte di benessere e sicurezza affettiva permettendo lo sviluppo dell’autonomia, la voglia di esplorare, la capacità di scegliere.

Ne consegue un’idea di adulto che:

a) mette al centro del proprio operare l’osservazione come strumento base della sua professionalità. Osservare per conoscere, capire il significato dei comportamenti del bambino e quindi poter progettare (pianificare, verificare, modificare).

b) lavora alla predisposizione dell’ambiente facendo attenzione a spazi, arredi, materiali dedicando tempo e operando per la “cura” degli stessi, cercando di far cogliere ai bambini ed ai genitori il “gusto estetico”, il piacere di vivere in spazi gradevoli.

c) non è direttivo, non “fa fare” le cose al bambino, ma gli sta vicino, lo accoglie, lo sostiene nella manifestazione delle sue potenzialità e dei suoi bisogni, confermando le sue competenze.

d) è attento alla “cura” delle relazioni con la famiglia per dare senso al proprio lavoro educativo: costruire insieme una linea educativa che risponda ai reali bisogni del bambino in modo da evitare conflitti e confusioni nello stesso in presenza di linee educative diversificate.