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Progetto Intergenerazionale

“Crescere significa invecchiare, invecchiare significa crescere”

I bambini piccoli non hanno pregiudizi, non vedono la differenza, a loro volta gli anziani non hanno bisogno di dare spiegazioni sulla loro condizione che non sempre li vede” vispi”.
Il contatto con gli anziani porta i bambini a ritmi più lenti e questo li rende più tranquilli anche nell’ascoltare storie, partecipare a laboratori con maggiore concentrazione.
I bambini imparano a rispettare chi ha un handicap, li rende così più aperti e meno concentrati su se stessi.
A loro volta gli anziani nel rapporto con i bambini ritornano sia pur per brevi momenti adulti responsabili, riaffiorano tracce di esperienze lontane, intime vissute come genitori e in un momento della loro vita nel quale tutto sembra “restringersi”, la loro sfera emotiva sia pur per poco si allarga ancora grazie all’arrivo di questi “nuovi nipotini”
 

Nido stellina

Progetto educativo intergenerazionale:

Con le mutazioni di strutture sociali fondamentali come la famiglia, oggigiorno si è perso il valore fondamentale delle relazioni sociali e affettive tra generazioni non solo cronologicamente lontane tra loro.Per fare un esempio, fino a qualche decennio fa, il ciclo della vita cominciava e si concludeva in famiglie allargate dove convivevano nella stessa abitazione nonni (anche bis nonni), genitori, figli e spesso, come nelle nostre cascine di pianura, zii e cugini.
Le esperienze venivano condivise, gli insegnamenti tramandati e i bimbi davano gioia a tutti!
Ora con le famiglie nucleari, entrambi i genitori che lavorano e il profondo cambiamento delle RSA da luoghi di cura più simili ad ospedali (come dimenticare gli stanzoni?) a veri e propri luoghi dove vivere una vita anche piena, sempre più anziani vengono istituzionalizzati.

Questo purtroppo ha portato alla perdita delle bellissime relazioni tra bimbi e anziani, alla perdita dei racconti, della complicità, perché il nonno ormai libero dal ruolo di genitore, non si sente più in dovere di educare ma in diritto di viziare i nipotini.
Alla perdita anche di ruolo dell’anziano e quindi di un pezzetto della sua identità (il nonno appunto).
In quest’ottica è stata pensata la collaborazione con il nido “LA STELLINA” di Azzano S. Paolo.
Abbiamo provato con due visite, una nel mese di Marzo e una volta all’inizio di Aprile.
Le due prime esperienze sono state veramente positive addirittura anche per gli ospiti più cognitivamente compromessi che erano svegli, attenti, battevano le mani e sorridevano!
Anche tutti gli altri si sono divertiti partecipando ai canti e balli dei bimbi o anche semplicemente guardandoli estasiati.
I bimbi sono dolcissimi, dopo pochi minuti di ambientamento, salutano gli ospiti e “chiacchierano” con loro e si capiscono anche!
Inoltre così hanno la possibilità di fare esperienza dell’altro, di una generazione ( e di un tipo di affetto) che non sempre a casa hanno la possibilità di conoscere.
Con Giovanna, la proprietaria del nido, abbiamo deciso quindi di continuare con la stessa frequenza e diversificando le attività.

Sedici bimbi di circa due anni, verranno una volta al mese, per circa un’ora e mezza per cantare, giocare e fare uno spuntino con un gruppo di circa venti ospiti.
L’attività si svolgerà nella sala animazione della RSA S. Paolo e nelle parti esterne quando il tempo lo permetterà.
La mattina i bimbi arriveranno intorno alle 9.30 e si fermeranno fino alle 11 c.ca arrivando con il pulmino in due viaggi.
Per l’incontro di maggio, in collaborazione con Milena (dello Sfa), che ci ha tenuto già un bellissimo corso di acquarello, abbiamo pensato di illustrare con gli ospiti una fiaba (cominciando con “Cappuccetto rosso”) da far raccontare a turno a uno dei nostri ospiti per creare aspettativa per l’incontro, restituire agli anziani la narrazione e il ruolo che gli spetta ognuno secondo le sue possibilità.

I racconti dureranno un tempo massimo di 10/15 minuti (per rispettare i tempi di attenzione di tutti, grandi e piccoli), poi ci saranno i canti e balli dei bimbi e lo spuntino (loro portano i grissini e noi offriamo il succo).
Per l’estate abbiamo programmato la pittura con le dita insieme agli ospiti, merende e giro nel giardino sensoriale e nell’orto con racconti sulle stagioni e gli animaletti che lo abitano.I bimbi verranno in pulmino (messo a disposizione dal comune stesso) o nella bella stagione visto la vicinanza del nido, a piedi.

Siamo stati invitati anche ad andare a trovarli con piccoli gruppi al nido.
Speriamo con questa esperienza di crescere tutti insieme e di creare una sensibilità verso l’altro nei nostri bimbi che sono anche il nostro futuro.

Dott.sa Marianna Rizzi
(animatrice)