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Atelier sperimentale

Come una scatola magica il closlieu (Atelier di pittura) permette di scoprire la semplice gioia….il piacere di stare con gli altri….l’atto naturale del dipingere (Miranda Magni Calliari)

Cos’è il closlieu: è difficile da definire, una stanza senza finestre, tappezzata di carta da pacco, una tavolozza con diciotto colori al centro, una cartella con i fogli bianchi, un ambiente volutamente piccolo nel quale libertà e struttura convivono.

E’ un rifugio dallo sguardo pieno di attesa del’adulto, è un equilibrio tra regole del gioco e la libertà di tracciare secondo la propria necessità,

dipingere per il gusto di dipingere

Cosa non è il closlieu: non è una scuola o un’accademia

Chi conduce l’atelier:

il praticien,”servitore” , non insegna, non giudica, non interpreta, non valuta

Si può pensare che l’atto del servire (inteso come porre una puntina, passare un pennello, raccogliere una goccia)generi dipendenza nel bambino, in realtà fa scoprire il piacere di essere servito, si sente preso in considerazione, e può concentrarsi sulla traccia.

Nel closlieu il bambino diventa autonomo perché non dipende più dal giudizio, si relaziona con gli altri senza competizione, afferma la propria personalità.

Stupisce sempre la grande capacità di concentrazione e la necessità di precisione. Apprende di saper fare, conquista una sicurezza interiore, crede in ciò che fa.

L’atto del servire attraverso gli strumenti (pennello, puntina etc) e le piccole cure mette in relazione il bambino con il praticien , e lo allontana dalla ricerca di commenti e/o valutazioni del dipinto (ti piace? È bello? Ho disegnato questo o quello). Inoltre sistemare il pennello, mettere una puntina, sono piccoli gesti che rallentano i ritmi del fuori.

Chi ha ideato il closlieu: Arno Stern 1924 Kassel. Dopo un esperienza di educatore in un istituto per orfani di guerra nella quale scopre l’insospettata ricchezza del gioco della pittura nei bambini, e numerosi viaggi in giro per il mondo avvicinando popolazioni mai scolarizzate o educate.

Apre a Parigi , nel 1949 un suo Atelier di pittura per bambini (il closlieu). Ha incontrato la Formulazione,una manifestazione innata e naturale, strutturata in un insieme di segni ben definiti e che formano l’oggetto di una nuova disciplina, la Semiologia dell’Espressione. Nel 1986 fonda l’I.R.S.E. (istituto di ricerca in Semiologia dell’Espressione). www.arnostern.com

Ho l’onore di “osservare” “ascoltare” Miranda Magni la più esperta praticien in Italia (www.ilsegnoilcolore.it) ed ho avuto il piacere di conoscere personalmente Arno Stern durante uno stage di alcuni giorni, la loro grande qualità è quella di far risultare la naturalezza dell’atto del dipingere insita nell’atto libero del tracciare a me la fortuna di scoprire che il gioco del dipingere è così semplice e naturale.


Il gioco del dipingere non è un’elaborazione, non è un pensiero, non è un progetto, s’impone al bambino di 5 e 50 anni per il solo piacere di fare.

L’asilo nido la stellina non ha un’attività di closlieu, l’asilo nido la stellina crede e sostiene la divulgazione del pensiero di Arno Stern, ed ha allestito un’atelier sperimentale (che negli strumenti fa fede al closlieu ideato da Arno Stern) nel quale far dipingere i bambini del nido insieme agli adulti, con il tempo si vedrà se allargare questo gioco anche all’esterno.


Il mio più grande desiderio è quello di predisporre un ambiente adatto, senza influenzare, così che il gioco del dipingere sia facile e possibile, curando ogni minimo particolare lasciando che qualche cosa accada senza pretendere nulla.

Creampie